Queste le pagelle rossonere di Austria Vienna – Milan, finita 1-5 grazie ad un gol di Calhanoglu, tripletta di André Silva ed un gol di Suso.

G. Donnarumma 6: Holzhauser prova a uccellarlo con il suo mancino velenoso, ma Gigio – nonostante la deviazione di un avversario – ci mette bene le manone, leggendo ottimamente la traiettoria della sfera. Incolpevole sul gol austriaco.

Zapata 6: non si può andare sotto la soglia della sufficienza in un 5-1, però l’unica sbavatura della fase difensiva è la sua, che si perde completamente Borkovic che accorcia le distanze.

Bonucci 6,5: l’attacco degli austriaci è con le polveri bagnate, ma lui non si fa intimidire e ritrova le sue celebri sventagliate che danno ariosità e ampiezza alle giocate del Milan. Per poco non mette Abate in porta. Poi, a risultato acquisito, prova il gol da 70 metri.

Romagnoli 7: non è quello lento ed imballato che avevamo visto a Skopje, ma è un giocatore ritrovato. Prova di grande livello di Alessio, che mette fisicità nei contrasti, ma anche precisione nell’impostazione con il suo mancino educato. (dal 74’ Musacchio 6: ordinaria amministrazione nei quindici minuti finali).

Abate 6,5: come Antonelli, ritrova un ruolo che aveva ricoperto sia in gioventù al Napoli sia al Torino. È più visibile rispetto al collega perché, soprattutto nel primo tempo, salta spesso il diretto avversario.

Kessie 6,5: scolorisce il ricordo della sua prova all’Olimpico contro la Lazio con un’ottima prova in mezzo al campo, pressando senza sosta Holzhauser e proponendosi con tagli continui negli spazi. Apre la strada ad André Silva per la rete della sua tripletta. Unico neo? Il giallo rimediato a metà primo tempo.(dal 62’ Bonaventura 6: nelle logiche del turnover, entra nell’ultima mezz’ora e gioca bene i palloni che gli transitano tra i piedi).

Biglia 7: se non ci fosse Calhanoglu, sarebbe stato pronto a prendersi il ruolo di direttore d’orchestra. Si adegua a fare da primo violino e percussionista, dando ritmo e tempi alla manovra milanista con giocate a due tocchi.

Calhanoglu 8: nella città di una delle filarmoniche più importanti del mondo, lui si sistema sul pulpito, prende in mano la bacchetta e dirige una sinfonia meravigliosa. Trova il suo primo gol in maglia rossonera con un destro violentissimo, mette in porta per due volte André Silva (che sfrutta a pieno) ed è sempre nel vivo della manovra.

Antonelli 6,5: ritorna a giocare largo nel centrocampo a cinque e lo fa bene. Spinge tanto e trova spesso la connessione giusta con Calhanoglu, che lo manda spesso e volentieri sul lato corto. Ottima risposta da parte sua.

André Silva 8: dopo alcune panchine, ritrova la maglia da titolare alla prima in Europa e ne stampa tre. Freddissimo, non solo per il clima che c’era a Vienna, davanti al portiere austriaco, che impallina per tre volte. Ma sono anche i suoi movimenti, con e senza palla, a farlo rimanere dentro il vivo della manovra milanista. Torna a Milanello con il pallone della gara.

Kalinic 7: se doveva essere un esperimento di convivenza con André Silva, si può dire che è andato benissimo. L’intesa tra i due c’è e si vede, sia quando scambiano il pallone sia quando si alternano nella fase di primo pressing. Mette in porta Calhanoglu per il gol dell’1-0 dopo aver recuperato palla rincorrendo per 20 metri l’avversario. Non partecipa alla goleada, ma fa un grande lavoro. (dal 62’ Suso 6,5: pronti, via e libera il mancino che sugella l’ottima prova del Milan con il gol del 5-1).